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Malattia di Peyronie – correzione della curvatura del pene

Trattamento della Malattia di Peyronie – correzione della curvatura del pene. L’intervento mira a ridurre la curvatura e migliorare funzionalità ed estetica, ripristinando una forma più regolare e armoniosa. Approccio personalizzato e discreto, per recuperare sicurezza e qualità della vita.

Malattia di Peyronie

Che cos’è?

La curvatura congenita del pene è una condizione in cui il pene è curvo fin dalla nascita.

La correzione chirurgica permette di raddrizzare il pene, preservarne la lunghezza e ripristinare una rigidità adeguata che consente un rapporto sessuale penetrativo soddisfacente.

La curvatura del pene si verifica come conseguenza di alterazioni del tessuto connettivo della tunica albuginea, la struttura che riveste i corpi cavernosi del pene.

Malattia di Peyronie

Fatti principali sull’intervento

  • La curvatura del pene è più spesso ventrale (verso il basso), ma può essere anche dorsale (verso l’alto, verso l’ombelico) oppure laterale (di lato).
  • La malattia di Peyronie colpisce circa il 6–9% degli uomini tra i 45 e i 60 anni, ma può comparire anche nei più giovani (circa il 10% dei pazienti ha meno di 40 anni).
  • Fino al 60% degli uomini affetti presenta problemi di erezione (disfunzione erettile), mentre circa il 50% può sviluppare sintomi depressivi legati alla malattia.
  • Il trattamento della curvatura congenita del pene è generalmente chirurgico.
  • Una diagnosi e un trattamento precoci possono ridurre significativamente il disagio psicologico nei pazienti.
  • Oltre alla malattia di Peyronie, possono essere presenti anche altre comorbidità e fattori di rischio, come diabete, ipertensione, iperlipidemia, disfunzione erettile, fumo e consumo eccessivo di alcol.

La malattia è caratterizzata da una fibrosi progressiva della tunica albuginea con la formazione di una cosiddetta placca, che impedisce la normale elasticità del tessuto. Questo porta a una deformazione del pene durante l’erezione. Possono comparire curvatura del pene, accorciamento, indentazioni o restringimenti a forma di clessidra, oltre alla possibile disfunzione erettile.

L’eziologia (la causa esatta dello sviluppo della malattia) non è ancora completamente nota, ma esistono trattamenti efficaci che possono essere offerti ai pazienti.

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Intervento di correzione della curvatura del pene

Il trattamento chirurgico è indicato nella fase cronica della malattia (quando il dolore durante l’erezione è assente e la curvatura del pene è stabile da almeno 6 mesi). L’obiettivo dell’intervento è raddrizzare il pene, preservarne la lunghezza e ripristinare una rigidità adeguata che consenta rapporti sessuali penetrativi soddisfacenti.

I possibili rischi del trattamento chirurgico includono l’accorciamento del pene (a seconda della tecnica chirurgica scelta), la disfunzione erettile (con rischio maggiore nelle procedure che prevedono l’inserimento di un innesto), alterazioni della sensibilità del glande (dovute alla mobilizzazione del fascio neurovascolare) e la possibile percezione della cicatrice o dei punti sotto la pelle. Quando l’intervento viene eseguito da un chirurgo esperto, questi rischi sono generalmente minimi.

Tra gli interventi chirurgici utilizzati per correggere la curvatura del pene distinguiamo procedure che accorciano il pene e procedure che lo allungano.

Le tecniche che accorciano il pene, senza compromettere la funzione erettile, vengono eseguite sul lato più lungo del corpo del pene. Questo tipo di intervento viene generalmente scelto quando la deformità è molto pronunciata e rende il rapporto sessuale difficile o impossibile. La scelta della tecnica chirurgica dipende dalla lunghezza del pene, dal grado di curvatura, dalla funzionalità erettile e dalle aspettative del paziente. È inoltre fondamentale valutare anche l’impatto psicologico della condizione.

Le tecniche che allungano il pene vengono invece eseguite sul lato più corto del corpo del pene. Queste prevedono l’incisione o l’asportazione della placca di Peyronie (nel caso della malattia di Peyronie) e l’inserimento di un innesto (graft) nel difetto creato nel tessuto del pene. L’innesto può essere autologo, allogenico, xenogenico o sintetico. Questa tecnica viene scelta quando è importante preservare la lunghezza del pene o quando si devono correggere deformità avanzate e complesse.

Il rischio di peggioramento della funzione erettile può verificarsi nel 15–25% dei pazienti operati. In caso di sospetto della malattia, consigliamo di prenotare una consulenza non vincolante, durante la quale vi spiegheremo in dettaglio tutte le possibili soluzioni, l’intero percorso terapeutico e i risultati che si possono realisticamente ottenere.

Decorso della malattia di Peyronie

La blefaroplastica superiore si esegue in anestesia locale e dura circa un’ora. Consiste nella rimozione della pelle in eccesso della palpebra superiore e, se necessario, del grasso in eccesso o nella correzione della ptosi.

È indicata sia per motivi estetici sia funzionali, quando la pelle cadente riduce il campo visivo. L’incisione è nascosta nella piega naturale della palpebra e diventa quasi invisibile nel tempo. Ecchimosi e gonfiore sono temporanei.

Può essere combinata con altri trattamenti di ringiovanimento del viso.

Decorso della malattia di Peyronie

Il decorso naturale della malattia si divide generalmente in due fasi: la fase acuta e la fase cronica.

Nella fase acuta compare dolore durante l’erezione e il pene inizia gradualmente a incurvarsi. In questa fase si ricorre solitamente a trattamenti non chirurgici, il cui obiettivo è ridurre il dolore e rallentare o arrestare la progressione della malattia.

La fase cronica si manifesta generalmente 6–12 mesi dopo, quando il dolore scompare e la curvatura del pene si stabilizza. Il trattamento chirurgico viene preso in considerazione quando la deformità è marcata e quando i rapporti sessuali risultano notevolmente difficili o impossibili.

La scelta della tecnica chirurgica dipende dalla lunghezza del pene, dal grado di curvatura, dalla funzione erettile e dalle aspettative del paziente.

Preparazione all’intervento

Prima di iniziare il trattamento è importante valutare i fattori di rischio che possono contribuire allo sviluppo o al peggioramento della malattia, come diabete, ipertensione, dislipidemia, fumo e consumo di alcol. È inoltre fondamentale valutare l’impatto psicologico della condizione sul paziente.

Una condizione che spesso si presenta in associazione è la cosiddetta contrattura di Dupuytren, che interessa i tessuti delle mani e dei piedi.

Parte della preparazione all’intervento comprende anche la valutazione della funzione erettile (attuale o potenziale) mediante l’International Index of Erectile Function (IIEF). In caso di disfunzione erettile, si consiglia inoltre un esame ecografico Doppler del pene in erezione per una valutazione più approfondita.

Persone reali. Risultati reali.

Oltre 200 recensioni a cinque stelle su Google

5/5

Mi sono rivolto alla Clinica Fabjan per il trattamento della malattia di Peyronie e non potrei essere più soddisfatto della mia scelta. Il medico mi ha spiegato tutto con grande professionalità e mi ha fatto sentire subito tranquillo. L’intervento è andato molto bene e oggi la mia qualità di vita è decisamente migliorata. Ringrazio davvero tutto il team per la competenza e l’attenzione.

Malattia di Peyronie
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Dopo aver scoperto di avere la malattia di Peyronie ero molto preoccupato, ma alla Clinica Fabjan ho trovato grande professionalità e supporto. Il team medico mi ha spiegato tutto con chiarezza e l’intervento è stato eseguito con grande precisione. Il recupero è stato più semplice di quanto pensassi e oggi mi sento molto meglio. Sono davvero grato al dottor Fabjan e al suo team.

Malattia di Peyronie
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Risposte alle domande che potresti avere

Oltre alla curvatura del pene, che è il sintomo più evidente, gli uomini con la malattia di Peyronie possono avvertire dolore, soprattutto durante l’erezione o i rapporti sessuali. Alcuni possono anche sperimentare difficoltà nell’erezione o disfunzione erettile. Quando la curvatura supera i 60 gradi, spesso i rapporti sessuali diventano difficili o impossibili.

 

La diagnosi della malattia di Peyronie viene effettuata da uno specialista qualificato, l’urologo. Se notate noduli, curvatura o altri cambiamenti nel pene, vi invitiamo a contattarci senza esitazione. Effettueremo una visita e una consulenza durante le quali il medico potrà individuare una zona indurita o una “placca” nel pene. In alcuni casi possono essere necessari esami aggiuntivi, come un’ecografia. Si tratta di un esame sicuro e indolore che permette di valutare meglio la condizione del pene.

 

L’efficacia del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui il grado di curvatura del pene e la durata della malattia. In generale, i metodi di trattamento utilizzati presso la Clinica Fabjan possono migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti affetti da malattia di Peyronie.

 

Sì, in alcuni casi i trattamenti non chirurgici, come l’uso di farmaci, possono aiutare ad alleviare i sintomi della malattia di Peyronie. Tuttavia, nei casi più gravi o cronici di curvatura, il trattamento chirurgico rappresenta la soluzione più efficace.

 

La malattia di Peyronie di per sé non influisce sulla fertilità maschile. Tuttavia, se la curvatura del pene diventa così pronunciata da rendere difficile o impossibile il rapporto sessuale, può ostacolare il concepimento.

 

Nella maggior parte dei casi il trattamento della malattia di Peyronie ha successo e la condizione non si ripresenta. È comunque importante seguire le indicazioni del medico e sottoporsi a controlli periodici quando necessario.

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